NEWS E BANDI

Chi Siamo

Vita Indipendente è una filosofia e un movimento di persone con disabilità che lavorano per le pari opportunità, il rispetto per se stesse e l'autodeterminazione. È un atteggiamento e un modello di vita attuato mettendo in campo risorse e capacità, con obiettivo quello di garantire il diritto all'assistenza personale autogestita con il sistema dei pagamenti indiretti e permettere al maggior numero possibile di persone che hanno bisogno di assistenza di esercitare il controllo sui servizi che preferiscono nelle varie situazioni della loro vita.

Vogliamo essere protagonisti della nostra vita, reclamando non solo il diritto, ma la possibilità concreta di:

 

Scegliere

Rispettando le esigenze e le convinzioni personali e non presupporre un atteggiamento di rinuncia, storicamente considerato "normale" per le persone con disabilità.

Decidere

Riappropriandosi della propria dimensione di responsabilità. Infatti, la condizione di dipendenza ha comportato spesso che la vita di molte persone con disabilità venisse affidata ad altri con la funzione di tutelarle e, di conseguenza, limitandone le capacità di autodeterminarsi.

Progettare

Per soddisfare i propri desideri ed aspirazioni, non dovendo più rinunciare ad obiettivi importanti come la famiglia, la casa, il lavoro e il successo: le nostre esigenze non sono diverse. Disabilità non deve essere più sinonimo di rinuncia.

Niente su di noi senza di noi!

I principii vita indipendente, nati da una nuova visione della disabilita’ e promossi inizialmente solo da un gruppo ristretto, si stanno ora diffondendo tra le maggiori organizzazioni di persone con disabilita’ e sono recepiti dai servizi piu’ avanzati ed innovativi.
L’obiettivo e’ che diventino patrimonio comune e condiviso tanto che nessun intervento dei Governi, centrali o periferici, possa piu’ ignorarli.

Storia

I principii e la pratica della Vita Indipendente nascono da un Movimento Internazionale nato negli anni '60 e definito "Movimento per la Vita Indipendente"

Lo sviluppo del Movimento

Movimento per la Vita Indipendente: una rivoluzione? Certo una trasformazione profonda nel modo di vivere e percepire la disabilità e di conseguenza nel modo di pensare e realizzare i servizi e le politiche in merito.

La mobilitazione inizia nell'ambito del movimento giovanile e studentesco degli anni '60 (anche questo legame storico è da rivalutare: ancora una volta si tratta di istanze comuni espresse con modalità differenti). Judy Heumann, Eduard Roberts, pionieri del movimento, sono due giovani studenti universitari del campus di Berkley, in California, la loro disabilità riguarda la quasi totalità delle funzioni motorie, ma i servizi studenteschi non sono accessibili, questi studenti sono relegati in una sorta di reparti ospedalieri nell'ambito dell'Università.
Coinvolti dal ciclone dei movimenti di liberazione del mondo occidentale, quale quello dei negri d'America delle donne, dei gay, in un ambito di acquisizione di consapevolezza individuale e culturale, come quello universitario, insieme ad altri decidono di rivendicare il diritto di vivere e studiare con gli altri e come gli altri, rifiutano di essere deportati in reparti speciali affermando il diritto di scelta e di autodeterminazione.
Il primo momento è quindi di rivendicazione: all'interno dell'Università (per poter fruire degli stessi spazi e degli stessi servizi degli altri,) poi all'esterno, per la percorribilità delle strade, per i trasporti, per l'accessibilità dei servizi, dei cinema e teatri e degli esercizi commerciali. Un secondo momento è quello di offrire ad altri il risultato dell'esperienza: nasce nel 1972 il primo Centro per la Vita Indipendente. Un servizio autogestito, rivolto in primis agli altri disabili del territorio, dove coloro che hanno sperimentato un percorso di autonomia, offrono informazione, orientamento e servizi ad altre persone che hanno gli stessi problemi e le stesse aspirazioni.

Il processo di empowerment

Ma non tutti osano arrivare al centro o formulare un'istanza: Come affrontare la rinuncia? E la paura? Appare chiaro che aprire uno sportello non basta manca un altro, fondamentale anello nel panorama dei servizi. La rivendicazione dei diritti, comporta un lavoro politico, di modifica delle risposte istituzionali e della legislazione, un lavoro culturale, di modifica di una percezione del disabile e della sua condizione. Ma le barriere primarie e invisibili, che si chiamano paure, insicurezza, inesperienza e mancanza di autostima, come affrontarle? Come si può impedire che un'auto-percezione negativa possa paralizzare comunque un processo di cambiamento ? Gli studenti scoprono che questa energia vitale, questa capacità di progettarsi, essere contagiosa. Lo scoprono donandosi tempo l'un l'altro: "Uno parla degli studi, dei problemi con l'assistenza, delle forme quotidiane di discriminazione, del suo sentire. Gli altri ascoltano. Una breve pausa, e poi parlano gli altri e il primo ascolta."
Questo modo di condivisione e di sostegno, sia in modo formale che informale, non raro tra gli studenti in America. Le esperienze di auto-aiuto, sono molto diffuse nella società americana, specie tra le fasce sociali marginali, basti pensare agli alcolisti anonimi, o alle minoranze oppresse. Sono le prime esperienze di consulenza alla pari.

Gli obiettivi da realizzare attraverso questo percorso di empowerment, sono tuttora validi:

a) capacità di conoscere le proprie esigenze e bisogni;
b) capacità di rappresentare le proprie esigenze e bisogni;
c) la conoscenza degli strumenti attraverso i quali conseguire, sostenere e potenziare la propria autonomia ed autodeterminazione.

CIL e Sviluppo in Europa

Lo sviluppo dei CIL

Nel '75 una legge federale istituisce i Centri per la Vita Indipendente e da allora ne sono nati negli States più di 300. I CIL hanno una struttura definita sulle esigenze locali. Essi per metà sono finanziati da Enti pubblici (Comuni, Regioni, Governo Centrale), per metà da Istituzioni private (fondazioni, sponsor). Generalmente offrono alcuni servizi standard (informazioni sui servizi e le accessibilità, housing - ricerca di case accessibili-, servizi di aiuto personale, sostegno all'integrazione lavorativa, consulenza legale, advocacy - consulenza sui diritti- ) tra i quali si inserisce il servizio di peer counseling.

Lo sviluppo in Europa

Nel 1989, alla Conferenza di Strasburgo tenutasi al Parlamento Europeo per lo sviluppo dell'assistenza personale indispensabile per realizzare una vita indipendente, gruppi di persone con disabilità provenienti dai vari paesi europei, approvano una risoluzione che sancisce un programma basato sullo sviluppo del servizio di assistenza personale, indispensabile per realizzare una vita autonoma.

Si approva una risoluzione di cui si riportano i punti 3 e 4:

3. I servizi consentiranno alla persona disabile di partecipare a tutti gli aspetti della vita: casa, scuola, lavoro, tempo libero, viaggi e vita politica. Questi servizi consentiranno alle persone disabili di costruirsi una famiglia e di assumere tutte le responsabilità ad essa connesse.

4. Questi servizi devono essere disponibili sia a lungo termine, per 24 ore al giorno, per 7 giorni la settimana, sia a breve termine, o in base alle emergenze. Questi servizi includeranno l'assistenza per la comunicazione, per le faccende domestiche, per la mobilità, per l'aiuto personale e altri servizi attinenti.

In Germania, ancora una volta, lo sviluppo del movimento si realizza in ambito universitario: quella di Magonza. Il CIL di Erlangen assume un ruolo di coordinamento, fino a costituire un network di centri per la vita indipendente.
In Svezia il fulcro si incentra intorno alla Cooperativa STIL, costituita da persone con disabilità per l'autogestione del servizio di assistenza personale.
Anche in Irlanda, in particolare a Dublino, il CIL locale è incentrato sul servizio di assistenza personale, fondamentale per l'attuazione di una vita autonoma, ma si è specializzato nella formazione delle persone disabili nella gestione di tale servizio.
In Inghilterra i nuclei e i servizi per la vita indipendente hanno puntato l'attenzione sull'assistenza autogestita e sul ruolo della persona disabile come datore di lavoro.
A livello europeo, le politiche ispirate alla vita indipendente sono gestite dall' "Associazione internazionale Disabled People's International Unione Europea", lo sviluppo dei servizi, in particolare dei CIL, viene promosso da ENIL (European Network Indipendent Living, organizzazione costituita nel 1992 per lo sviluppo e il coordinamento dei CIL. Altro strumento di azione è quello di costituire organismi unitari che superino la pratica dei corporativismi e delle specificità e che parli includendo i problemi di tutte le persone con disabilita' (si parla in tal caso di associazioni ed organismi cross-disability).

Principii Vita Indipendente

Diritto di scelta

Tutte le persone, per quanto riguarda la disabilità, hanno il diritto di scegliere autonomamente come vogliono vivere.

Uguaglianza

Come cittadini di uno Stato, le persone con disabilità devono essere titolari degli stessi diritti e delle stesse opportunità degli altri cittadini e devono assumersi anche le stesse responsabilità dei cittadini non disabili.

Potere decisionale

Se ogni persona riceve servizi dallo Stato o da altri, deve poter decidere su come e da chi e' offerto il servizio.

Partecipazione Diretta

In ambito socio-politico

Il criterio della progettualità dovrà improntare sia la strutturazione dei servizi, che pertanto dovranno essere calati nei contesti specifici, sulla base delle priorità e necessità rilevate e delle risorse presenti, nonchè monitorati e valutati, sia la gestione degli interventi che saranno basati su progetti individuali, come indica la stessa riforma del sistema assistenziale con l'introduzione dei piani individuali (legge 328/00). Si modifica la stessa tipologia dei servizi, sempre più "prossimi" all'utente, percui se prima era l'utente a doversi spostare, persino di diverse centinaia di chilometri per curarsi o per essere assistito, o per "alleviare" la famiglia, adesso il servizio giunge fino al suo domicilio, come avviene con l'assistenza personale, servizio ormai di vitale importanza e di ampissima diffusione. Se poi il servizio si realizza in forma autogestita, raggiunge il massimo della flessibilità e della personalizzazione e viene del tutto sottratto all'ente gestore.

Nelle Politiche Sociali

L'organizzazione degli eventi e delle politiche tradizionalmente centrate sull'offerta, ossia sugli interessi e le pressioni degli enti gestori in quanto fonti di lavoro - istituti di riabilitazione, organizzazioni di professionisti, cooperative ed associazioni - viene a spostarsi sulla domanda, ossia sui bisogni reali di cui si acquista sempre maggiore consapevolezza. In tale direzione vengono pertanto indirizzate le risorse e si modifica la stessa tipologia dei servizi, sempre più "prossimi" alla persona.
In quest'ottica, il fruitore del servizio diventa un "cliente", più che utente o assistito, e può, quindi, determinare la presenza sul mercato dell'ente che fornisce il servizio.

Sul piano culturale

L'immagine di una persona che sceglie un percorso di vita autonoma e indipendente sconvolge lo stereotipo finora radicato nell'immaginario collettivo, quello della persona con disabilità passiva, sofferente, bisognosa, dipendente e, talvolta, mette in crisi gli stessi interlocutori.
Spesso gli atteggiamenti comuni sono del tutto contrari agli obiettivi e ai principi della vita indipendente.

  • Dobbiamo spezzare il monopolio dei professionisti non disabili che parlano a nome nostro, definire i nostri problemi e suggerire le soluzioni per le nostre specificità.

    Adolph Ratzka, Fondatore ENIL

  • Come cittadini di uno Stato, le persone con disabilità devono essere titolari degli stessi diritti e delle stesse opportunità degli altri cittadini e devono assumersi anche le stesse responsabilità dei cittadini non-disabili

    Manifesto sulla Vita Indipendente

Assistenza Autogestita

Cos'e' Assistenza Autogestita

L'assistenza autogestita per le persone non autosufficienti e' la precondizione essenziale per poter realizzare una Vita Indipendente, in quanto consente di organizzare le proprie esigenze mediante l'aiuto di un assistente, scelto direttamente dalla persona disabile o da un familiare (solo nei casi di persone non autodeterminate), con cui concordare in piena liberta' tempi, modi e luoghi di svolgimento del servizio. L'assistenza autogestita garantisce in maniera piena e libera il rapporto fiduciario che dovrebbe essere alla base di ogni intervento sociale, rendendo partecipe in maniera decisiva la persona con disabilita' all'organizzazione degli interventi in proprio favore.

Come funziona

La persona con disabilita' sceglie direttamente il proprio assistente che lo aiutera' nello svolgimento delle attivita' quotidiane, instaura con lui un rapporto di lavoro e a norma di legge. Il Municipio di residenza assegnera' alla persona con disabilita', in base alle condizioni personali, una somma per il pagamento dell'assistente.

Grazie all'Assistenza Autogestita e' possibile dunque costruire un proprio stile di vita basato sulla filosofia della Vita Indipendente.

La Vita Indipendente a Roma

A Roma l'approccio basato sulla Vita Indipendente ha dato i suoi frutti: abbiamo avuto negli ultimi anni lo sviluppo di una politica sociale improntata ai bisogni della persona e all'inclusione sociale. Nonostante la permanenza di problemi ancora irrisolti, abbiamo avuto una svolta nei trasporti, che consentono una maggiore, seppure non ottimale, circolazione autonoma delle persone con disabilità, un miglioramento netto nella percorribilità stradale e fruibilità degli edifici pubblici.
Bisogna sottolineare che un arresto inspiegabile c'è stato negli edifici privati di interesse pubblico, come gli esercizi commerciali. Fare shopping o andare a cena fuori usando la carrozzina resta ancora una scommessa.

I servizi alla persona

Si va modificando l'orientamento dei servizi alla persona quali l'assistenza domiciliare e personale, un orientamento basato sempre più sulla persona e i suoi bisogni e su un progetto personalizzato come indica la stessa legge di riforma del sistema assistenziale, (art. 14 n. 238/2000). Un progetto che va anche nella direzione di un'integrazione socio-sanitaria.
L'Assistenza domiciliare, meglio definita ormai come assistenza personale, perchè centrata sulla persona e i suoi bisogni e non più limitata alle mura domestiche, può essere erogata con tre modalità:
- In forma diretta, (precedentemente definito SAISH: Servizio per l'Assistenza e l'Integrazione Sociale delle persone Handicappate), ossia attraverso enti gestori, quali le cooperative;
- In forma indiretta, ossia mediante un contributo totale o parziale della busta paga dell'operatore assunto con contratto privato dalla persona; in forma mista, ossia con una parte del monte ore autogestito e un'altra parte fruita tramite un ente gestore.

Si tratta ormai di un sistema articolato che offre diverse opportunità per poter aderire a diverse necessita'.

Gli atti amministrativi che hanno rinnovato il sistema di assistenza e favorito l'autonomia personale

Questa trasformazione qualitativa orientata alla flessibilità e alla partecipazione attiva dell'utente-cliente iniziata negli ultimi anni del 2000 con la DGC N.1532 DEL 30/12/2000 che ha introdotto l'albo degli enti accreditati in base a standard di qualità e la possibilità di scelta, finora ancora teorica, dell'ente da parte dell'utente.

L'assistenza indiretta o autogestita, nasce come forma nuova sulla base delle richieste di associazioni di disabili a seguito della legge 162/98 art 1 co. c integrato negli art. 39 e 39 bis della legge quadro sull'assistenza, integrazione e tutela delle persone con disabilita'. Viene istituita a Roma con DGC n. 1775/1999 e regolamentata con DGR Lazio 1169/2000 prima e, 877/2002 poi.

Gli aventi diritto

L'assistenza indiretta è lo strumento principale per realizzare una vita indipendente in quanto consente di scegliere operatori di fiducia con cui concordare in piena libertà tempi e modi di svolgimento del servizio in base alle esigenze individuali. È indirizzata quindi a persone in grado di autodeterminarsi.

Le procedure

1. La persona interessata alla gestione diretta dell'assistenza deve fare la richiesta al Servizio Sociale del Municipio;
2. Il Municipio, la ASL e l'utente concordano il piano individuale;
3. Il disabile si impegna con atto formale a dimostrare la regolarità del contratto di lavoro stipulato e a rendicontare regolarmente la spesa.
4. Con la periodicità concordata, a seguito di presentazione della documentazione delle spese, viene elargito il rimborso.

Per le altre tipologie di disabilità vale, ovviamente, lo stesso diritto alla flessibilità e alla personalizzazione del servizio. Questi elementi di qualità devono essere assicurati con un piano di intervento globale concordato con i servizi, in cui e' prevista comunque la possibilità di un rimborso parziale delle spese.

L'AVI (Agenzia per la Vita Indipendente) offre una serie di servizi a supporto della Vita indipendente:

- Aiuto nel predisporre il progetto individuale di assistenza;
- Supporto amministrativo nella gestione del rapporto di lavoro con - l'assistente;
- Supporto in caso di criticità del rapporto di lavoro;
- Formazione alla realizzazione del ruolo di datore di lavoro della persona con disabilità;
- Supporto per la ricerca e selezione degli assistenti personali;
- Informazioni sui servizi e agevolazioni per le persone con disabilità.

La disabilità è un concetto in evoluzione

L’accrescimento della consapevolezza porta ad una maggiore capacità di autodeterminazione, fondamentale per un cambiamento di atteggiamento delle persone con disabilità e della percezione delle stesse da parte della comunità

servizio-civile-nazionale-vitaindipendente

Servizio Civile 2017 in Vita Indipendente

Protagonisti della proprio vita: rompiamo l'isolamento della disabilità  2017

Un percorso personale ma non solitario

Dedicarsi per un anno alla crescita sociale e civile del proprio territorio è una scelta personale, ma non solitaria. Ci sono molte persone che lavorano intorno a ogni giovane che sceglie il Servizio Civile: gli staff dell'UNSC (Ufficio nazionale del servizio civile) e della Regione Lazio, l'Ufficio del CESV, gli operatori territoriali, oltre ai formatori e i responsabili del monitoraggio e della certificazione delle competenze.
Nell'associazione, una persona in particolare fungerà da Operatore Locale di
Progetto (l'OLP) e si occuperà di accogliere e spiegare a ogni giovane i propri
compiti e di curare le connessioni con gli eventuali colleghi e il resto
dell'associazione.

Una crescita comune

Il volontariato è un mondo che sa ascoltare, attento ai problemi del prossimo,
ma anche alla propria crescita; non ci si aspetta di sapere già tutto, anzi, il
tuo parere e le tue riflessioni critiche ci aiuteranno a trasformare il
progetto e l'incisività della nostra azione.
Per questo ti chiediamo di documentare il tuo percorso con un diario e di
rispondere a questionari di monitoraggio e soddisfazione.

Con l'impegno di ognuno

Fare il SCN è un impegno: grande, intenso, emozionante; si scopre la gioia del rapporto con l'altro, ma anche il dolore per le troppe carenze e emarginazioni esistenti e la frustrazione di non poter risolvere tutto. Tempo e intelligenza saranno necessari per riuscire ad attivarsi a pieno e costruire nuove e più profonde competenze. Anche per l'ente accogliere i giovani è un grande impegno. Godranno del loro aiuto a fare di più e meglio, ma accogliere, formare, guidare, dare fiducia e autonomia non sono azioni meccaniche: costituiscono un vero impegno di formazione sul campo, che esse vedono come un investimento in termini di crescita sociale e consapevolezza civica.

Per una logica di rete

Per tutti inoltre la scommessa è di riuscire, grazie alla presenza dei giovani che svolgeranno servizio civile, ad uscire dallo specifico di ciascuna associazione, per costruire un'azione comune, che dia più forza e risalto alle azioni svolte da ognuno.

--> Scarica il bando 2018

--> Domanda d'ammissione: Allegato 3 | Allegato 4

--> Informativa Privacy: Allegato 5

Teatro e Disabilità

Teatro e disabilità

Perché abbiamo bisogno del teatro? Questa è la domanda posta da Anatolij Vasiliev nel messaggio internazionale scritto in occasione della Giornata Mondiale del Teatro 2016 che dal 1962 è celebrata dai Centri Nazionali dell’I.T.I. (International Theatre Institute). Perché il Teatro può dire tutto e rappresentare ogni storia e vicenda umana utilizzando linguaggi e scritture drammaturgiche capaci di evidenziarne caratteristiche e innumerevoli punti di vista. L’ambito teatrale si predispone come uno spazio in cui anche la narrazione della disabilità, oltrepassando i confini in cui spesso è relegata, può raggiungere settori nei quali la disabilità è spesso considerata marginale, ininfluente o addirittura assente, proponendo una nuova visione che prenda ispirazione dai principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: con l’istituzione del Premio Drammaturgia Teatro e Disabilità AVI ed ECAD hanno voluto favorire la promozione di una maggiore consapevolezza riguardo le capacità e contributi delle persone con disabilità individuando il mondo del teatro come luogo e opportunità di maggiore partecipazione alla vita culturale. Con il lancio di questa III edizione si rinnova l’invito ad autori-scrittori, professionisti e non, con o senza disabilità, a immaginare o descrivere la vita delle persone con disabilità e restituire in forma di testo teatrale il loro racconto per conoscere qual è la percezione della disabilità nel nostro tempo.

A proposito di pregiudizi

1

Quando al bar chiedono al tuo assistente la quantità di zucchero da mettere nel tuo caffè, fai osservare che non tutte le persone con disabilità sono sordomute.

2

Quando vai in giro con il tuo ragazzo e ti chiedono se è tuo fratello, scoccagli un bacio incestuoso sulle labbra!

3

Quando ti guardano in modo insistente, chiedi alla persona che cosa sta pensando e invitala a confrontarsi con te.

4

Quando tua madre dichiara che ha paura a lasciarti uscire, fai come tutti i governi che si rispettano: chiedi la fiducia!

5

Quando un bambino indica la tua carrozzina chiedendo: "Che cos'è quello?", fermati e spiega con semplicità ed ironia. Poi, possibilmente, invita il bimbo a fare un giro.

6

Quando sei tu ad aver paura, pensa a ciò che più desideri, immagina che è lì, ad aspettarti... e vai!

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    Via degli Anemoni, 19 - 00172 Roma

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